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giovedì 1 gennaio 2009

Ent


C'è un luogo (in realtà ce n'è più d'uno) a Roma in cui vivono gli Ent. Gli alberi nonno come li chiama gillipixel. Per iniziare l'anno sono andata a trovarli. A camminare accanto ai loro rami evocando folletti e maghi, sotto una pioggia leggera.


Pazienti osservano il nostro vagare d'inizio anno. Ci guardano smaltire l'alcool e l'eccesso di cibo con il quale abbiamo esorcizzato la paura di carestia che ci ha portato nel 2009. Osservano in silenzio i rari passanti del primo gennaio.


Hanno radici profonde, ma so che possono in qualunque momento alzarsi e andarsene. Come un vecchio maestro stanco di ripetere sempre le stesse cose. Mentre noi, scolaresca sempre infantile, continuiamo ad agitarci scompostamente.

Li immagino chiamarsi tra loro, commentare, con voce inudibile. Li guardo e mi chiedo se cambiando prospettiva potrei anch'io vedere il mondo come loro.


martedì 25 novembre 2008

Alberi


I tronchi dei vecchi alberi mi hanno sempre affascinato, i nodi della corteccia, gli anfratti tra le radici, catturano regolarmente la mia attenzione. In realtà amo gli alberi in generale, ma più sono vecchi, antichi, più mi piacciono. Da ragazzina avevo un rifugio estivo speciale, una magnolia secolare, enorme, con rami grandi quanto un letto. Salivo là e ci restavo per ore, magari con un libro, fu là sopra che lessi tutto il Barone Rampante di Calvino, sentendomi nel libro, immersa tra le pagine. Da adolescente, leggendo il Signore degli Anelli i mie preferiti erano gli Ent, sognavo la loro lentezza, la calma immensa che deriva dall'avere radici antiche, salde, l'esatto contrario di quello che ero (e un po' ancora sono) io. Gli alberi rappresentano ciò che non passa veloce, certo sono vulnerabili, ma un ulivo sarà, molto probabilmente, ancora là quando anche l'ultima memoria di me sarà scomparsa.