
C'è un luogo (in realtà ce n'è più d'uno) a Roma in cui vivono gli Ent. Gli alberi nonno come li chiama gillipixel. Per iniziare l'anno sono andata a trovarli. A camminare accanto ai loro rami evocando folletti e maghi, sotto una pioggia leggera.

Pazienti osservano il nostro vagare d'inizio anno. Ci guardano smaltire l'alcool e l'eccesso di cibo con il quale abbiamo esorcizzato la paura di carestia che ci ha portato nel 2009. Osservano in silenzio i rari passanti del primo gennaio.

Hanno radici profonde, ma so che possono in qualunque momento alzarsi e andarsene. Come un vecchio maestro stanco di ripetere sempre le stesse cose. Mentre noi, scolaresca sempre infantile, continuiamo ad agitarci scompostamente.
Li immagino chiamarsi tra loro, commentare, con voce inudibile. Li guardo e mi chiedo se cambiando prospettiva potrei anch'io vedere il mondo come loro.


Hanno radici profonde, ma so che possono in qualunque momento alzarsi e andarsene. Come un vecchio maestro stanco di ripetere sempre le stesse cose. Mentre noi, scolaresca sempre infantile, continuiamo ad agitarci scompostamente.
Li immagino chiamarsi tra loro, commentare, con voce inudibile. Li guardo e mi chiedo se cambiando prospettiva potrei anch'io vedere il mondo come loro.

