Una delle regole d'oro dell'accudimento è: essere sempre il più possibile in forma. Mi spiego, se devo occuparmi di qualcuno in grave necessità, non posso farlo correttamente se il mio stato d'animo e le mie energie fisiche sono a terra. Devo essere in forma così da contribuire positivamente al benessere dell'altro, insomma devo trovare quotidianamente un modo per ricaricare le batterie dell'anima.
La mia estate è stata fortemente caratterizzata dall'accudimento familiare, come da post precedente si capisce che nella mia famiglia c'è chi ha davvero bisogno di una mano. A mie spese ho imparato, nel tempo, che la regola d'oro ora enunciata è fondamentale, sopratutto se si ha a che fare con persone mentalmente instabili. Il malato "mentale", per usare una definizione che non mi piace, è spesso, quasi sempre, dotato di una capacità empatica mostruosa ed è quindi fortemente influenzato dallo stato di chi gli è vicino. Un momento di disperazione di chi assiste, sopratutto se prolungato, può provocare una reazione al limite dello psicotico nel malato.
Allora non è egoismo, non ci deve essere senso di colpa (chi sa intende), se chi assiste si organizza e se la squaglia per qualche giorno. Se poi, come nel mo caso, si ha la fortuna sfacciata di avere amici/che eccezionali, sia in loco per seratine edificanti, che in luoghi più che ameni, bisogna, si deve, schifosamente approfittarne per il bene dell'intera comunità. D'altra parte , quest'anno, ciascuno aveva i suoi di accudimenti e così tu ricarica me che io ricarico te.... Grazie, grazie!!!
La mia estate è stata fortemente caratterizzata dall'accudimento familiare, come da post precedente si capisce che nella mia famiglia c'è chi ha davvero bisogno di una mano. A mie spese ho imparato, nel tempo, che la regola d'oro ora enunciata è fondamentale, sopratutto se si ha a che fare con persone mentalmente instabili. Il malato "mentale", per usare una definizione che non mi piace, è spesso, quasi sempre, dotato di una capacità empatica mostruosa ed è quindi fortemente influenzato dallo stato di chi gli è vicino. Un momento di disperazione di chi assiste, sopratutto se prolungato, può provocare una reazione al limite dello psicotico nel malato.
Allora non è egoismo, non ci deve essere senso di colpa (chi sa intende), se chi assiste si organizza e se la squaglia per qualche giorno. Se poi, come nel mo caso, si ha la fortuna sfacciata di avere amici/che eccezionali, sia in loco per seratine edificanti, che in luoghi più che ameni, bisogna, si deve, schifosamente approfittarne per il bene dell'intera comunità. D'altra parte , quest'anno, ciascuno aveva i suoi di accudimenti e così tu ricarica me che io ricarico te.... Grazie, grazie!!!




