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lunedì 1 settembre 2008

Accudimento e batterie

dall'amaca in puglia
Una delle regole d'oro dell'accudimento è: essere sempre il più possibile in forma. Mi spiego, se devo occuparmi di qualcuno in grave necessità, non posso farlo correttamente se il mio stato d'animo e le mie energie fisiche sono a terra. Devo essere in forma così da contribuire positivamente al benessere dell'altro, insomma devo trovare quotidianamente un modo per ricaricare le batterie dell'anima.
La mia estate è stata fortemente caratterizzata dall'accudimento familiare, come da post precedente si capisce che nella mia famiglia c'è chi ha davvero bisogno di una mano. A mie spese ho imparato, nel tempo, che la regola d'oro ora enunciata è fondamentale, sopratutto se si ha a che fare con persone mentalmente instabili. Il malato "mentale", per usare una definizione che non mi piace, è spesso, quasi sempre, dotato di una capacità empatica mostruosa ed è quindi fortemente influenzato dallo stato di chi gli è vicino. Un momento di disperazione di chi assiste, sopratutto se prolungato, può provocare una reazione al limite dello psicotico nel malato.
Allora non è egoismo, non ci deve essere senso di colpa (chi sa intende), se chi assiste si organizza e se la squaglia per qualche giorno. Se poi, come nel mo caso, si ha la fortuna sfacciata di avere amici/che eccezionali, sia in loco per seratine edificanti, che in luoghi più che ameni, bisogna, si deve, schifosamente approfittarne per il bene dell'intera comunità. D'altra parte , quest'anno, ciascuno aveva i suoi di accudimenti e così tu ricarica me che io ricarico te.... Grazie, grazie!!!


a mollo nello jonio

lunedì 14 luglio 2008

Briciole


Nelle separazioni vige una regola cautelativa e aurea che andrebbe sempre seguita al fine di farsi il meno male possibile (reciprocamente): liberarsi rapidissimamente di proprietà comuni, oggetti dell'altro in nostro possesso e scuse varie per ri-incontattarsi. E' una regola d'oro, serve a sopravvivere con il minor numero possibile di ossa rotta, ma nessuno o quasi riesce a rispettarla. Personalmente ho fatto parte della categoria più diffusa di "oggetti/scuse" per non separarsi del tutto, sono infatti figlia di divorziati. Divorziati che hanno continuato a parlarsi, confidarsi, aiutarsi fino all'ultimo giorno della vita di uno dei due, quindi per più di trent'anni dopo la loro separazione. Ora questo può essere bene, ma può anche non esserlo, dipende dalla misura con cui si fanno le cose, come sempre. I miei erano legatissimi, il che ha creato ad entrambi non pochi problemi (sopratutto a mio padre che è comunque legatissimo anche alla seconda moglie... separato anche da lei... mi sa che ha delle difficoltà a separarsi in generale lui), erano anche legati da un discreto numero di figli e quando ne sono arrivati altri tutti hanno accolto tutti. Molto bello, sopratutto perché ci ho guadagnato un fratello meraviglioso. Ma le cose non vanno sempre così bene. Molti buttano sul negativo il desiderio di non mollarsi del tutto e partono con separazioni giudiziali che vanno avanti per 10 anni, scannandosi selvaggiamente sul servizio di cucchiaini di silver della nonna peppa e la pendola dello zio gustavo, oggetti che durante la convivenza non avevano gettato a fiume solo perché doni di nozze che andavano mostrati in caso di visita. Esistono poi le vie di mezzo, le normali follie non particolarmente eclatanti, come continuare a frequentare la stessa palestra, lo stesso gruppo di meditazione zen o affrontare a puntate brevissime lo svuotamento della soffitta/cantina in cui sono conservati oggetti di entrambi. Così magari lo/la incontro per caso, lo/la chiamo per quei calzini norvegesi che gli-piacciono-tanto-e-ce-li-ho-io.... Da questo perverso meccanismo non è esente né l'abbandonato né l'abbandonatore, a meno di rare eccezioni. Certo se vi siete separati/e da uno/a che alla fine odiavate con tutte le vostre forze una cosa del genere non la fate, se trovate i calzini norvegesi gli date fuoco e basta.
Perché accade tutto questo? be' se fossimo capaci di lasciar andare davvero le cose della vita nel fiume del vissuto e fossimo capaci di accettare il continuo mutamento dell'esistenza, osho sarebbe morto povero e il papa vivrebbe a Tor Bella Monaca e non a San Pietro.
Nel nostro piccolo, nella nostra non belligerante separazione, io e il mio ex non siamo esenti dal fenomeno. Sopratutto lui manda piccole cose, link a prodotti della sua creatività o inviti ad eventi che lo riguardano, tutti da me rispediti indietro con qualche commento sarcastico o acidità. Dopotutto sono io quella rigida che non accetta di escludere solo il rapporto di coppia dal nostro rapporto... Comunque al ritorno dagli stati uniti trovo pacchettino con piccolo dono (molto significativo) e bigliettino di auguri per il compleanno. L'effetto è devastante (ovviamente), mi riporta indietro di mesi, lacrime e disperazione. Però ringrazio compitamente per email... segue email che ringrazia del ringraziamento e qui si rischia il loop. Allora rifletto, cosa è rimasto di tenue scusa per sentirsi? La cantina! oddio sono mesi che devo affrontare la mia cantina, quella di una casetta di mia proprietà dove vive un amico e dobbiamo metterla a posto... lì certamente c'è roba sua. Parto all'attacco e trovo ovviamente l'equivalente dei calzini norvegesi. Quindi impacchetto tutto chiamo un'amica (più mia che sua) che senza problemi fa da tramite, consegno tutto e mando email. Ne parlo con il mio amico del club dei cuori infranti, che è riuscito a liberarsi di tutte le scuse con una velocità impressionante. "echecazzo mi sembrate pollicino con le briciole di pane per ritrovarvi!" Ehm è vero ma speriamo le prossime se le siano già mangiate i merli.

giovedì 29 maggio 2008

abbandoni e serpi











Una delle regole d'oro delle abbandonate e degli abbandonati è: evitare che chiunque vi parli dell'ex. Se sei rapida e decisa puoi riuscire ad avvisare tutti gli amici e conoscenti in poco tempo. E' fondamentale farlo per evitare di sapere cose che in realtà proprio non vuoi sapere. Tipo che l'ha portata a casa vostra appena hai traslocato o che erano alla tal cena insieme etc. etc. Perché per quanto tu possa essere di nobili origini, istruita/o ed evoluta/o, di solito reagisci come un cavernicolo/a a cui la tigre con denti a sciabola ha appena rubato la sospirata cena... il peggio poi è che ti devi pure controllare. Non puoi picchiare l'ignaro/a (insensibile) conoscente che ti racconta cose con tutto candore (spero). Quindi silenzio.

Ovviamente questo non basta a metterti al sicuro. Sei disgraziatamente fragile, ipersensibile e ti senti con le ossa doloranti, un po' come se avessi l'influenza, ma dura più a lungo. Questo stato è cosa che in alcuni, a cui stai particolarmente antipatica, produce una sensazione di godimento notevole, se poi ti mostri tranquilla a loro scatta il sadismo...

Cammino per la strada nei dintorni della nuova casa, mi godo il quartiere, colorato e caotico, dove si parlano mille lingue e in tanti ti sorridono quando passi, già è un po' che ti vedono e allora "ciao", "buongiorno". Non sei in guardia, ti godi un momento allegro e così non la vedi, non cambi strada , non previeni. La conoscente che non vedi da un secolo, l'ultima volta vi siete dette cose non proprio da sorelle in cristo (o altro dio) e avete spruzzato acido sottilmente per tutto il tempo. Sfiga vuole che lei si occupi di formazione nel settore in cui lavora l'ex, sfiga al quadrato vuole che conosca te, lui e pure l'altra che è dello stesso ambiente dell'ex (la disgraziata ha pure un CV da super star del settore).
Così comincia "Carisssssima, come stai?" "bene bene. hai visto che bella giornata?" "Oh ssssì, dopo tanta pioggia!!!!!" (lei sibila ed ha molti punti esclamativi nell'eloquio) "Giusto a te pensavo sai..." a questo punto sono in guardia, se fossi un gatto avrei le orecchie basse, la coda gonfia come un cocomero e ringhierei sommessamente, ma sono umana e mi hanno pure tirato su beneducata. "come mai cara pensavi a me?" "Eh, sssai, ieri controllavo un po' le attività dei nostri collaboratori e sono andata sullo spazio web della tale" quella tale porca miseria... "ho notato che lui (l'ex) era al primo posto tra i suoi amici.... sssai sse fosssse il mio compagno mi darebbe un gran fassstidio, a te no?" odddio come gode. "Certo se fosse il mio compagno mi potrebbe disturbare, ma visto che è il suo non mi frega niente" e ora eccola, ha avuto conferma, la voce è vera, una luce di puro piacere le illumina gli occhi, si avvolge nelle spire, la testa eretta è pronta alla caccia "Non sssapevo, come mi disssspiace!!!!! SSSembravate cosssì uniti!!!!" e adesso che gli dico? vado di destro? di capoccia sul naso? o le mordo uno stinco? Ma io sono fortunata, tanto, deve essere passato un angelo. Di colpo mi distacco e ci vedo da fuori, mi viene da ridere "mah veramente a me non dispiace, la vita va avanti e non è niente male" sorrido. Le spire si afflosciano, gli occhi si spengono.
Sono stata così convincente che quasi quasi mi convinco anch'io.