domenica 10 aprile 2011
Dei libri e del loro lancio
giovedì 24 marzo 2011
Primavera
domenica 13 febbraio 2011
Nuovi virgulti di questo tempo
lunedì 6 dicembre 2010
E certo che nel pubblico sono dei privileggiati...
venerdì 29 ottobre 2010
Chimere e ... letture
Lui legge cose elevate, mai mi ha detto di star leggendo immondizia, anche il suo fumetto preferito è, tutto sommato, un cult di livello. Ora non so se questo dipenda dal fatto che voglia salvare regolarmente la faccia (ne dubito) e che quindi non confessi letture ignobili, ma lui non legge 'monnezza, io sì. Ultimamente, dato lo stato pietoso dei miei neuroni a fine giornata, leggo solo cose tipo romanzo-fantasy-comprato-al-banchetto-dell'usato-perché-in-copertina-c'è-un-bel-disegno, romanzetto-thriller-anni-40-di-autore-ignoto, fantascienza-recente-americana-tradotta-da-analfabeta-italiano... (niente romanzi rosa, quelli sono proprio troppo anche per i miei neuroni in coma terminale)...
Sia detto poi, che, in verità, il citato libro di merda, resta, sempre e comunque, migliore del 90% dei programmi tv disponibili.
domenica 15 agosto 2010
Ferragosto cittadino
domenica 11 luglio 2010
Gorgonzola al mascarpone
lunedì 19 aprile 2010
Quando bisogna decidere

Orbene, al momento mi hanno infilato abbastanza a forza in un paio di commissioni, hai voglia a dire "ma lasciatemi perdere, io sono un tecnico, ma fatemi fare quel che so fare..." etc etc, dato che di solito ti hanno visto non prendere per la gola la gente, condurre analisi piuttosto oggettive e dato che son pure convinti tu sappia cose che altri non sanno (cfr. qui), ti mettono dove non vorresti stare: la commissione somme rotture di palle.
La compagnia è interessante, abbiamo una selezione dei tipi umani migliori, la brava persona che però è affetta da pessimismo cosmico, per cui tutto-andrà-malissimo-lo-so e questo qualunque cosa si dica o faccia, l'indeciso pavido, tipologia assai diffusa, una di quelle persone che hanno paura anche ad attraversare la strada da sole, che ha dubbi amletici sul colore dei calzini la mattina e che su di essi pontifica con piglio sicuro, il dirigente che di codesta congrega avrebbe fatto volentieri a meno, ci si trova in mezzo solo perché se no gli triturano le palle a tal punto che non riuscirebbe più nemmeno ad andare a far pipì, ti ha anche detto che uno dei tuoi compiti è evitare che metta mano al coltello a serramanico, tu devi dargli un calcio, fare dei segni, bloccarlo con presa judoistica nel caso ti renda conto che sta per trascendere, lui ha promesso di fare altrettanto con te se vede che il tuo colorito va sul fucsia e la giugulare si gonfia. Abbiamo poi la ciliegina sulla torta: il cretino figlio di buona donna, quello che ha capito tutto, un cavallo che qualche Caligola ha messo nel senato, un incompetente con l'ampiezza di visione di un topo miope e che ha pure la forfora.
Fino a ieri ero semplicemente sconfortata da questo fatto, poi ho fatto visita a London Alcatraz e ho trovato questo post e mi sono tirata su di morale. Grazie Yoss, grazie Rachel, ora finalmente so dove posso mandare tutta la commissione in vacanza.
mercoledì 7 aprile 2010
Barbie
Tanto tempo fa, ma tanto che quasi non si ricorda più, ero un'adolescente, sovrapeso, disperata, scombinata ed estremamente sfigata. All'epoca avevo un'amica che di sostanzialmente diverso da me aveva solo che era secca come la morte dei tarocchi, per il resto viaggiava sulla stessa onda. Certe sere ci trovavamo sole a casa sua e parlando dell'ennessimo due di picche maschile, dello sberleffo del compagno e della disattenzione al cubo genitoriale, per tirarci su, giocavamo a barbie la reginetta del ballo accompagnando il tutto con sostanze attive di vario genere. Codesta pratica ce la portammo anche nell'età adulta e per molti anni, al vertice della disperazione, tiravamo fuori la scatola e sghignazzando, aggiungendo qualche sostanza psicotropa, tanto per ricordare i vecchi tempi, giocavamo a barbie la reginetta del ballo.Poi finì anche quel rapporto e addio barbie la reginetta. D'altra parte mai mi ero sentita barbie, mai la reginetta del ballo. Al massimo mi sentivo il capo criceto sulla ruota che vorticava. Questo fino ad oggi. Oggi siore e siori, mi sento la reginetta del ballo. Le mie simulazioni numeriche fanno meraviglie (cfr. qui per capire l'antefatto), gli amici sono speciali e mi coccolano, viaggio come una trottola allegra ed anche il cuore è contento (forse a giorni alterni). Magari domani non sarà così, magari domani mi prendono a calci come esco dal portone di casa e scopro un baco nel codice, ma chissene, oggi vado a ballare con ken e c'ho il vestito verde che era il più bello di tutti.
venerdì 12 marzo 2010
Uno di quei giorni...

Analizziamo serenamente la giornata:
- Sveglia intorno alle 6:30 ora locale, preparazione del caffé e della colazione con contemporanea accensione del computer.
- Plin da skype. Cose lavorative italiane da considerare. Un "già che sei lì" di qualche furbastro che fa finta di ignorare il fuso orario.
- Bestemmia che non viene riprodotta in chat, mi occupo delle rogne italiane e faccio colazione.
- Lavoro a un programma che deve fare certe cose e non le sta facendo, anzi mi spernacchia fuori dei risultati talmente brutti che alle 7:30 già mi viene da piangere.
- Ri-plin da skype. Stiamo organizzando un viaggio di lavoro, il mio collega e amico con cui devo partire mi cerca per comprare i biglietti on-line sul sito alitalia. Il sito non accetta la mia carta di credito, controllo la disponibilità e ce n'è quanta ne voglio. Soprassediamo.
- A fine mattina, con le pive nel sacco per quanto riguarda il software, vado a raggiungere gli americani. E qui c'è una parentesi gradevole, tra discussioni di lavoro e pranzo con risate.
- Rientro in ufficio, arriva un'email. La riunione telematica che si doveva tenere non si può tenere per ragioni che non mi è dato sapere. Il dio della burocrazia ha deciso che per decidere quel che c'era da decidere, non sarebbe abbastanza legale farlo per via telematica. Mi sostituiranno nel gruppo che deve decidere. Annuisco allo schermo e rispondo che per me va bene anche se non capisco perché.
- Arriva un'altra email, l'e-shop di libri a cui ho ordinato un regalo per un amico non lo trova e mi cancella l'ordine. Annuisco allo schermo.
- Continuo a lavorare, a combattere con il codice, con l'ambiente di programmazione che sto usando, a dare la testa nel muro. Si fanno le 8pm e non ho risolto un cazzo.
- Faccio caso alla mancanza di comunicazione con un paio di persone a cui voglio bene. Mi intristisco, anche parecchio ad essere onesti.
- Passa uno degli americani, il mio preferito, e andiamo a mangiare qualcosa, siamo lessi, ma veramente lessi. Però mi tiro un po' su di morale.
- Mi riporta alla macchina, guido in trance sotto un'acqua battente fino ad approdare al residence dove sto. Non trovo la chiave della stanza. Ho la visione della medesima sul tavolo dell'ufficio (contributo alla sfiga numero 1). Vado al front desk, aspetto che finiscano un check in, mi faccio fare una copia della chiave (magnetica).
- Entro nella stanza e penso "finalmente...." (sospiro). Mi rendo conto di avere le scarpe piene di fango, sono finita in un'aiuola andando alla macchina. Bene, che sarà mai! prendo un bel po' di carta e le pulisco, appoggio il malloppo schifoso di lato e mi giro con movimento evidentemente sbagliato, il malloppo cade nella tazza e neanche me ne rendo conto. Tiro l'acqua (contributo alla sfiga numero 2). Si ottura la tazza.
- Piango? non piango? no non piango. Da sotto il lavandino prendo lo sturalavandini. Lo uso e non succede assolutamente nulla. Piango? ... no non piango. Echecazzo siamo negli States no? c'è qui accanto il supermarket aperto 24 ore, vado. Piove. Entro e passo mezz'ora a leggere le etichette di tutti i liquid plummer (idraulico liquido), extra-super-powerful clogs removal (extra-super-potente elimina intasamenti) che riportano immancabilmente la scritta "do not use in toilets". Piango? no non piango, ancora je la posso fare. Vado al front desk, parliamo, pensiamo, cerchiamo del fil di ferro, non lo troviamo, ci rassegnamo. La signorina, gentilissima, mi dice "cerco una stanza libera e le do la chiave, lei vada su che la chiamo appena trovo". Vado.
- Entro e vado in bagno, guardo la tazza, guardo lo sturalavandini, ci fissiamo intensamente e "no non la puoi avere vinta tu!" acchiappo lo sturalavandini e per 10 minuti buoni faccio del sano esercizio fisico.
domenica 24 gennaio 2010
Cassandra...

Insomma quel che accade è che passo spesso per la Cassandra di turno. E pensare che a me quella povera principessa sfigata mi ha sempre fatto pena, me la immagino lì con questa diarrea verbale incontrollabile nella quale produce profezie terribili, con tutti che la guardano male e si grattano nei luoghi opportuni ogni volta che apre bocca. Mi immagino gli adolescenti troiani che al suo passaggio si spintonavano dicendo "tua cassandra!" come si faceva noi da adolescenti scemi al passare di menagrami, suore e preti. Ho passato diverso tempo a guardarmi alle spalle per controllare se qualcuno lo faceva con me, per fortuna pare nessuno lo abbia mai fatto. In effetti ho imparato a star zitta abbastanza presto. In ambito lavorativo, se proprio proprio le mura scricchiolano e gli altri sono sordi, faccio notare le crepe e qualche volta mi esce la previsione. Allora mi guardano tutti male e lo so che si grattano nei luoghi opportuni. Si capisce dal leggero movimento sotto il tavolo durante le riunioni. Quando poi la catastrofe si verifica, decidono che io devo avere entrature che loro non hanno e quindi passo per persona-con-importanti-connessioni. Cosa falsissima, lo giuro. Farlocca Farlocchissima non conosce nessun grande nome e non ha entrature particolare, però ascolta.
Tornando al mito e alla povera Cassandra mi sono chiesta spesso se davvero avessi qualcosa in comune con lei. Ho ripensato più volte alla sua storia. In effetti anche io vengo da una buona famiglia, certo non principesca ma sull'aristocratico sì. Ho studiato come le principesse troiane sicuramente facevano, la mia famiglia era abbastanza malata come la sua... Lei questa brutta fregatura della predizione inascoltata, si dice l'abbia presa per aver respinto Apollo. A me questo passaggio è sfuggito. Quando è che io avrei respinto Apollo? Parola mia, io uno bello così , se c'avesse provato con me, non lo avrei mai, ma dico mai respinto.
giovedì 31 dicembre 2009
Post di fine anno
martedì 1 dicembre 2009
Mi sono innamorata....
Lui si chiama Beverly (500cc), non è un ragazzino di primo pelo, ha già 20mila km sulle spalle, ma si sa, a me gli sbarbatelli non sono mai piaciuti. Oggi ci siamo fidanzati ufficialmente, ma era già un po' che ci facevamo la corte. Anche se con gran dolore ho detto addio al mio compagno degli ultimi 10 anni, avevamo 60mila km fatti insieme e tante avventure. Lo regalo, il mio vecchio mulo, l'ho lasciato al concessionario e vediamo se potrà fare felice qualcun altro almeno come ha felicitato me.Così è iniziata una nuova avventura. Stamattina, sotto la pioggia romana, nel traffico terrificante del mattino, ho avuto la conferma: io e beverly ci amiamo davvero.
Ps. Beverly pare significhi "beaver stream": ruscello dei castori... bellissimo
domenica 29 novembre 2009
Domani è lunedì...
venerdì 20 novembre 2009
Blue moon Ella Fitzgerald
ce l'ho in testa da stamattina, eccovela magari così smette di rintronarmi
lunedì 16 novembre 2009
Addio mia bella addio....
Ad un certo punto della mia vita trascorsi diversi anni senza quella cosa in casa, non lo dicevo a nessuno, quando nella conversazione si finiva a parlare di programmi televisivi, io, semplicemente, tacevo. Il fatto è che poi qualcuno se ne accorse, ne parlammo e io spiegai che la tv mi rompeva le scatole, che non mi piaceva, magari mi potevo vedere un film ma sia l'oggetto che i programmi, non mi piacevano. La mia spiegazione venne interpretata immediamente come atto snob. In fondo sei un'intellettuale, tu, per quanto farlocca questo sei, il tuo è un atteggiamento da snob con la evve moscia, la tv non la vuoi vedere perché sei schizzinosa culturalmente ... e giù botte da orbi. Nessuno credeva che la mia fosse pura e semplice noia, no, dietro ci doveva essere qualcosa, un rifiuto, un desiderio di originalità ad ogni costo, come minimo, dettato dalla mia insicurezza-fragilità-cretinaggine (a scelta o tutte insieme fate voi). Hai voglia io a dire che "giuro che non è snobbismo solo appallamento feroce", no mi stigmatizzavano come "pessima-radical chic(???)-intellettuale di merda" etc etc. Me ne diedero talmente tante (metaforicamente parlando) che mi comprai un 14 pollici per non farmi più dare della snob praticamente stronza. Passò del tempo ed andai a vivere con l'uomo di turno. Ad un certo punto cominciarono le difficoltà. Mutismi e silenzi, solitudine da mugugno altrui, da silenzio che diventa come piombo e io riaccesi il televisore. Non era più il 14 pollici comprato per disperazione, bensì un accrocco fatto con video lcd da 17 pollici, dvd-vhs e antenna portatile, il tutto collegato ad uno stereo di ragionevole qualità. Be' i dvd ci si vedevano e ci si vedono bene, canali tv se ne vedevano 4 scarsi ma era un aiuto perfetto per sopravvivere alle difficoltà di relazione. Mi sono sorbettata ore di CSI, dottori sadici e/o talmente buoni da far venire le carie, ma meglio loro che il muro di indifferenza che certi giorni trovavo tornando a casa. Nei periodi buoni però restava di nuovo spenta la macchinetta, al massimo la si accendeva per un film da condividere con schifezze seduti sul divano. Erano belle serate quelle, non guardavamo la televisione, ma condividevamo qualcosa, fosse stata pure una partita a tre-sette a me sarebbe sembrata la cosa più bella del mondo. Alla fine pure quella convivenza finì, l'accrocco video-stereo-antenna-dvd seguì me nella nuova casa. Restava spento quasi sempre, qualche rara accensione quando facevo il cadavere sul divano, o se un ospite voleva proprio vedere qualcosa. Ora, finalmente, potrò buttare quell'antenna portatile che impiccia, l'accrocco lo userò solo per i dvd e quando leggerò un post che non capisco perché pieno di riferimenti tv chiederò serenamente spiegazioni. E non sono più io che sono snob-stronza-radical chic sono loro, cattivi, che mi hanno spento il segnale...
martedì 27 ottobre 2009
Dell'elettronica e delle scienze esatte

F: Pronto C.? AAAARGH mi regali un corno rosso con gobbetto associato? forse anche un po' di acqua di lourdes...
C.:Che succede?
F.:Domenica ho lavorato tutto il giorno ma proprio tutto. Alle 18:45 mi chiama un'amica e mi dice "ma dovrai pur mangiare... vieni qui!"
Dico "sì va bene" chiudo il computer e mi dico be' il backup lo faccio dopo cena ed esco... torno presto, accendo la macchinuccia infernale e il video non funziona più ... morto stecchito
C.:non hai un altro video?
F.: Sì uno vecchio decrepito, ma pare defunta la scheda video dato che la bestiola non parla neanche con altri video
C.:Cazzo
F.:Esatto... ma la sfiga non viene mai da sola... infatti mentre biastimo tra me e me, l'ovvia litania di "ma porco qui porco lì di sopra e di sto!!" decido di consolarmi con un po' di cura a me stessa, ho una geniale idea: mi faccio la tinta ai capelli. Parte l'operazione e faccio la tinta.
Ho l'impiastro i testa e dopo il dovuto tempo comincio a sciacquare il tutto nella doccia. Dopo poco mi rendo conto che il livello della melma che stavo producendo, invece di decrescere cresce... è tappato lo scarico.
C.: (ridacchia)
F.:Smetto prima che la melma strabordi. Finisco di sciacquare nel lavandino con rinnovato turpiloquio e insieme di bestemmie (almeno 5 capocciate sulla mensolina dello specchio con crollo di prodotti cosmetici ovunque e melma ovunque)
C.: (suoni soffocati di ridacchiamento)
F.:Capelli sciacquati prendo l'idraulico liquido che stura un po'. Asciugo e vado a letto a mezzanotte. La mattina: mi fiondo in ufficio all'alba io e il tecnico (che è bravissimo) partiamo di contorsioni informatico-fisiche per vedere se é proprio morta la scheda video... è morta
C.: machecazzo
F.: Già l'ho pensato e non l'ho detto... sai com'è ero in ufficio... be' allora parto alla ricerca di un mac di qualcuno per attaccarci il mio come slave e copiare il disco.
C.: Già che con il mac è facile copiare da una macchina all'altra... e poi da te in ufficio ci sono vari possessori di mac no?
F.: Assolutamente sì, peccato che lunedì avevano tutti (chi a ragione e chi meno) un'ansia infinita...
C.: Ma scusa anche l'amico tuo quello che ti sta più simpatico...?
F.: Gli ho chiesto aiuto .... Ma per carità che sta in mezzo ai casini ... ho sbagliato io a chiederglielo. Comunque dalle 8 che ero lì riuscendo rocambolescamente anche a lavorare un po', la salvezza giunge alle 15:30 da uno che non me lo aspettavo proprio... mi ha fatto proprio piacere va!
C.: Ma poi?
F.: Be' nel frattempo ho telefonato a vari rivenditori, anche di PC e alla fine trovo un negozio di Mac che ha un'offerta e al volo, aiutata da tutta la truppa dell'amministrazione in preda a crisi di efficienza, accatto un altro computer che mi hanno dato oggi.
C.: Gran culo direi!
F.: In effetti sì.
C.: Ma scusa allora perché sei tornata alle 10 a casa ieri?
F.: E' che avendo copiato il copiabile su di un disco formattato mac volevo stampare una relazione su cui avevo lavorato buona parte di domenica e dovevo consegnare di corsa. Così mi attacco ad un PC dotato di software apposito per leggere dischi mac e prego per lavorare....
C.: ....
F.: Col cavolo!! non lo vede, guarda te la faccio breve .... in sostanza alle 9 di sera vado a casa di P. e dal suo mac copio la roba su un disco formattato NTFS....
C.: (ride)
F.:' Tacci tua nun ride che è na traggedia!!!
(ride ancora di più)
F.: Va be' sono andata a casa e ho sturato la doccia... Oggi ho recuperato il mac nuovo e fatto una sagra dell'installazione....
C.: Va be' sei salva....
F.: Insomma, in realtà sono un po' preoccupata, perché vedi quando ho collegato i due mac lo schermo del mio si è riacceso...
C.: Ma non ci credo.....!!!
F.: Sì sì giuro, oh lo avevamo attaccato a qualsiasi cosa per vedere se funzionava.... comunque me lo sono riportato a casa e lì non funzionava di nuovo. Chiamo mio cognato che è un informatico vero, mica come me, è di quelli che sanno di hardware e di software, e gli chiedo lumi... dice "Farlocca l'elettronica è magia..." allora io domani vado in assistenza e gli chiedo se devo usare aglio e peperoncino, ali di pipistrello, code di lucertola o acqua di lourdes per far funzionare 'sto di coso....
C.: Mi fai sapere che dicono?
F.: Promesso, ti chiamo appena lo so.
mercoledì 7 ottobre 2009
L'acchiappa farfalle
Tra un notturno e l'altro dell'anima, tra un momento autunnale in cui le foglie cadono nell'anima e un attimo di luce radiante come solo l'ottobre romano sa dare, sorge una sensazione forte, una presa di coscienza impellente, un sentire con ogni fibra del proprio essere così intenso che quasi devasta. Mi sento cretina. Sì non solo farlocca, ma proprio cretina. Vi capita mai, mie cari 4 lettori, di agire, pensare, realizzare comportamenti in cui anni e anni di vita, esperienza, saggezza (e chi più ne ha ne metta), svaniscono come per incanto? Come se voi foste ancora una sorta di virgulti tra l'infanzia e l'adolescenza non ancora sbocciati? A me capita e quando capita, appena me ne accorgo, mi sento una perfetta deficiente. Mi dico "ma come sei lì che parli di frattali esistenziali, di coazioni a ripetere, di evoluzione e poi... ma cazzo, guardati!". Do la testa nel muro. Continuo "Ecco, subumana che non sei altro, che non lo sai che ci sono cose, persone e situazioni che ti destabilizzano? che in questi casi devi stare attenta a quel che fai? e smettila di fare il generatore frattale, porco qui e porco lì!!!!" Il turpiloquio nasce spontaneo. Gli insulti non finiscono qui, gli episodi da perfetta cretina inducono una severa critica, evocano una definizione di me che posso riassumere solo con il titolo del post: mi sento un'acchiappa farfalle. Una specie di futile, farlocchissimo, personaggio che insegue il proprio sentire con un retino, per altro a maglie troppo larghe, dal quale le farfalle scappano che è una bellezza.Capisco che ora all'esiguo ma degno pubblico sorga spontanea una domanda: ma che cacchio hai fatto mai? Semplice, ho ri-perso le chiavi dello scooter.
martedì 9 giugno 2009
Della memoria
Come ho già detto un paio di post fa dalla formalizzazione matematica ho spesso tratto immagini, paralleli, storie intere. Oggi vi parlo di un oggetto abbastanza particolare: il Processo markoviano. Questo oggetto è un modo di rappresentare delle sequenze di eventi che cambiano stato con una modalità particolare, la probabilità di transizione che determina il passaggio da uno stato di sistema ad un altro dipende unicamente dallo stato di sistema immediatamente precedente e non dal come si è giunti a tale stato. In sostanza è un oggetto che non si ricorda mai da dove è partito per arrivare dove sta, ha una memoria a breve termine e basta. Lo trovo bellissimo. Intanto perché mi fa pensare a me e alla mia amica a. quando andiamo in giro senza meta. Sopratutto mi evoca me e lei quando, camminando qua e là, ci immergiamo in qualche tema e pontifichiamo in libero brain storming. Arriviamo ad una qualche conclusione che ci appare, in quel momento, brillantissima. Quasi immancabilmente, dopo l'attimo di felice illuminazione, ci guardiamo e sorge spontanea una domanda: "ma come siamo arrivate a questo punto?" e nessuna delle due sa rispondere. Analoga conversazione-situazione si verifica a volte quando andiamo in giro in macchina arrivando in luoghi sconosciuti.
In secondo luogo: provate a immaginare come sarebbe la vostra vita se non vi ricordaste delle esperienze accumulate, se foste in grado di ricordare solo ciò che è accaduto, diciamo, il giorno prima (prendiamo come un'unità temporale le 24 ore), se la vostra memoria funzionasse come un processo di Markov. Pensate a quel giorno terribile in cui la vostra amata o il vostro amato vi piantò per quello (o quella) bello e figo (o bella e figa) che stava nella scuola di fronte (o nella classe accanto), pensate ai mesi di lacrime e tormento che vi hanno convinto che non vale la pena innamorarsi totalmente (cosa che si fa solo a 15 anni e dintorni). Pensate se, dopo tre giorni, non vi foste manco più ricordati che c'era qualcosa su cui piangere, se il dolore fosse scomparso del tutto e voi, come l'innocente matto dei tarocchi, vi foste semplicemente rimessi in moto e innamorati di qualcun altro con analogo trasporto. Mica male no? Su di un'idea simile hanno anche costruito un film molto carino che in inglese si chiamava Eternal Sunshine of the Spotless Mind.
Certo ci sarebbe qualche inconveniente. Ad esempio, vado in vacanza una settimana da sola. Torno a Roma. Devo leggere sulla carta d'identità dove abito e se non l'ho rifatta dopo l'ultimo cambio di residenza rischio di dormire in albergo. Devo sperare di essermi scritta da qualche parte dove lavoro e che lavoro faccio nonché avere una serie di appunti sul come farlo. Poi vado a lavorare e nessuno si ricorda di me, devo ripresentarmi a tutti, ricostruire da zero tutte le relazioni (questa non è male dopotutto). Che diamine sono stata via un'intera settimana!! O peggio ancora, da piccola mi mandano in colonia, non ci si telefona con mamma e babbo per qualche giorno. Alla fine della vacanza io non so più quali sono i miei genitori e loro non si ricordano neanche di avere una figlia... ecco questo può accadere anche senza la struttura markoviana della memoria, ma quella è un'altra storia.
venerdì 22 maggio 2009
A volte riparte

Dunque ieri sera all'uscita della palestra mi sono resa conto che avevo perso le chiavi dello scooter, smadonno, ma smadonno tanto, cosa che chiaramente non serve affatto a farle ricomparire, a quello scopo ci sarebbe Sant'Antonio ma io non sono devota. Sono le 10 di sera e sono sulla via Collatina, estrema periferia romana e io vivo in centro....
Parte una sequenza da frullatore.
1) M. la mia amica di palestra, mi porta a casa
2) trovo i doppioni delle chiavi
3) partono attività irrinunciabili lavatrice+cena(frugalissima)+stesura lavatrice+ ghiaccio su di una spalla dolorante
4) crollo sul divano alle 4 riesco a raggiungere il letto.
5) Alle 6 suona la sveglia.
6) Alle 6:45 tram verso la collatina dove trovasi il mezzo
7) dopo 45 min. di tram recupero le due ruote.
8) Torno a casa, prendo di tutto, incluso un regalo per la zia che sono giorni che da i numeri con urla telefoniche ed invettive varie. Si avvicina il giorno del suo compleanno.
9) Vado dalla zia che vive all'altro capo della città.
10) Caffè con la zia per fortuna di buon umore
11) Lavoro ....
12) Alle ore 19 fine della giornata lavorativa, intensuccia e squilibrante tra un conflitto e l'altro, tra il caldo feroce e l'aria condizionata che funziona a intermittenza proponendo balzi tra l'artide e il sahara.
Ho raccontato questa sequenza a qualcuno che di frullatori se ne intende, mi ha detto "Sei morta e non ti hanno avvisato!!" ehm può essere, ma stasera per completare l'opera, salto su di un treno e mi butto due giorni tra le braccia degli amici... lo so che così si ferma il frullatore!








