e adesso è così...
venerdì 1 maggio 2009
giovedì 30 aprile 2009
MADREDEUS, AINDA. (1995 LISBON STORY)
Perché ci sono giorni in cui sei comunque con la testa altrove e allora ci vuole la colonna sonora giusta.
lunedì 27 aprile 2009
Gite, pause e ...
La differenza tra un umano e un criceto risiede nel fatto che l'umano il quale, cricetamente, corre sulla ruota della sua gabbietta, sa di essere sulla ruota, il criceto no. Questa tesi è stata sostenuta, anche se con altre parole, da un mio collega, un giorno di stanchezza diffusa, in relazione al gran da fare che avevamo e alla sostanziale inutilità del nostro affannarci. Sul momento ho annuito con aria complice, come a dire "io e te non siamo criceti, noi lo sappiamo che stiamo facendo cazzate!" e sono tornata al lavoro. Ho proseguito la mia attività, intasato i neuroni per giorni con concetti alti e risultati così così. Ho corso sulla ruota della mia gabbietta, zampettando intensamente, cercando di non sentire fatica, scoglionamento e quant'altro fosse conseguenza dell'incricetamento. Ad un certo punto, sempre correndo sulla ruota, comincio quasi a divertirmi, a gustare l'affanno e l'arruffamento del pelo dato dall'aria che scivola intorno. Corro, corro e sono convinta di andare da qualche parte, accarezzo il mio ego complimentandomi per i risultati, mi gratifico dei commenti ricevuti, mi arrotolo sulla mia efficienza, lussuriosamente assaporo l'organizzazione degli impegni e godo della sensazione di importanza che, anche se spalassi concime, mi avvolgerebbe a questo punto...E' venerdì sera, torno a casa, ho in tasca un biglietto del treno, domattina me ne vado, 24-36ore di computer spento, di cazzeggio senza remore, di umani con cui condividere uno spazio, senza ruote, con del buon cibo e delle buone chiacchiere. Sto facendo la verifica: se sono ancora capace di godermi un ulivo al tramonto, di essere me senza un computer davanti, allora non sono un criceto.
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giovedì 23 aprile 2009
Seduta
E' un giorno di sole, dopo tanto freddo c'è stata una tregua, vera, un giorno di primavera. Esco a camminare, macino chilometri senza pensare a nulla, solo respirando e cercando di scacciare l'inverno anche dentro di me. Cammino, l'equilibrio interiore vacilla, il mio essere un frullatore, il mio sentirmi nel frullatore, sono materia di riflessione frequente di questi tempi. Mentre cammino sembrano prendere forma delle rassicuranti razionalizzazioni a posteriori. Me le godo per un po', mi crogiolo nella tensione che si allenta e ad un certo punto mi accorgo della stanchezza, sono varie ore che cammino. Mi siedo, a valle Giulia, sotto il colonnato della galleria d'arte moderna. Una brezza leggera accarezza le colonne e smuove i teli che annunciano la mostra odierna (bella per altro). Mi siedo e respiro, non c'è nessuno intorno, poche macchine che passano, la folla è nel parco, a Villa Borghese, qui solo la quiete. I giochi di luce tra le colonne, la scarsa presenza umana è silenziosa, c'è spesso pace qui. Una pace che cerco di assorbire nel respiro, scacciando, a volte con successo, il senso di malinconia che l'inverno mi ha portato.E dopotutto ci sono tante consolazioni!
C'è l'alto cielo azzurro, limpido e sereno,
in cui fluttuano sempre nuvole imperfette.
E la brezza lieve [...]
e, alla fine, arrivano sempre i ricordi,
con le loro nostalgie e la loro speranza,
e un sorriso di magia alla finestra del mondo,
quello che vorremmo,
bussando alla porta di quello che siamo.
(Fernando Pessoa)
C'è l'alto cielo azzurro, limpido e sereno,
in cui fluttuano sempre nuvole imperfette.
E la brezza lieve [...]
e, alla fine, arrivano sempre i ricordi,
con le loro nostalgie e la loro speranza,
e un sorriso di magia alla finestra del mondo,
quello che vorremmo,
bussando alla porta di quello che siamo.
(Fernando Pessoa)
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martedì 21 aprile 2009
Il colore del grano

Così il piccolo principe addomesticò la volpe.
E quando l’ora della partenza fu vicina:
"Ah !" disse la volpe, "...piangerò".
"La colpa è tua", disse il piccolo principe,
"io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi..."
"E’ vero", disse la volpe.
"Ma piangerai !" disse il piccolo principe.
"E’ certo", disse la volpe.
"Ma allora che ci guadagni ?"
"ci guadagno", disse la volpe, "il colore del grano".
(Antoine de Saint-Exupery)
Ripensando alle storie d'amore, d'amicizia, di sentimenti che hanno costellato la vita, ti rendi conto che a volte non resta nemmeno quel colore, a volte, invece, rimane molto di più. Non è vero a.?
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domenica 19 aprile 2009
Duffy - Mercy live from Later... With Jools Holland
perché oggi mi merito almeno 4 minuti di pura coattaggine danzereccia ....
giovedì 16 aprile 2009
Andar via

Oggi vorrei andar via. Prendere un treno, un aereo, anche solo una bicicletta e andarmene. Lasciarmi dietro ogni cosa, prendere magari lo spazzolino, un asciugamano, un pezzo di sapone, tiè aggiungo due magliette e giusto qualche mutanda di scorta. Poi via e basta. Certi giorni mi sento prigioniera di me stessa, dei doveri che ho scelto di assumere, dell'ambizione di fare qualcosa della mia vita. Tutte scelte, decisioni, che impongono un ritmo a volte troppo serrato. Fuori è primavera, c'è un sole un po' pallido ma ci sono dei momenti di cielo azzurro che tolgono il fiato. Invece niente. Resto qui alla scrivania, sto diventando a forma di sedia e immagino solo vagamente l'odore dell'erba nuova e di qualche fiore. Ecco potrei....
e poi vado ...
e poi vado ...
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