giovedì 12 novembre 2009

English theater



In questi giorni tra lavoro e raffreddore non ho cervello per scrivere. Ma capita comunque che mi imbatta in qualcosa di bello e che abbia voglia di segnalarlo.

Se capite bene l'inglese e passate da Roma entro domenica 15, all'arciliuto c'è uno spettacolo che mi è piaciuto enormemente:

THE ENGLISH THEATRE OF ROME

FORD ENTERTAINMENT presents
GOOD GRIEF
written by Terrianne Falcone
Directed by Parysa Pourmoneshi
Live Original Music by Angelo Nitti

E' un one-woman show, con 9 storie raccontate magistralmente da Terrianne Falcone, in un'atmosfera quasi magica creata da pochi oggetti e immagini. Brandelli di vita, di umorismo e tragedia che in poche parole e pochi gesti arrivano direttamente all'anima di chi guarda. Uno spettacolo messo su con quasi nulla, che non ha pretese di avanguardia o sperimentazione, ma solo di essere del buon teatro.

venerdì 6 novembre 2009

Just Breathe

Certi giorni non c'è altro da fare....

lunedì 2 novembre 2009

Visioni novembrine


L'autunno io lo sento sopratutto a novembre, quando le strade si riempiono di foglie, i tombini si otturano e Roma si allaga. Mi piace l'autunno, anche se è malinconico, anche se le foglie cadono e ti viene da piangere nel grigiore dei giorni piovosi. Mi piace pensare che sia la chiusura di un altro ciclo, un altro anno che va a finire, un anno che ora si scioglie tra i marciapiedi e le gocce d'acqua, per poi diventare ghiaccio e, finalmente, rifiorire in una nuova primavera. Mi piace guardare le stagioni, lo scorrere del tempo, la rassicurante eternità (su scala umana) dei cicli naturali. Io che mi sento effimera, mi rassicuro di questa continuità.
Mi rassicura sapere che a novembre a Roma ci saranno le foglie per terra, che la gente dirà male del sindaco di turno perchè pioverà e tutto si allaga; so che odierò la pioggia, che sarà come sempre, freddo e grigio, che tirerò giù il calendario per le ore passate nel traffico, su due ruote, sotto l'acqua, con la paura di scivolare su quelle foglie che non-si-fa-in-tempo-a-toglierle e già ristanno per terra. Ricorderò le immagini americane di parchi e valli colorate come solo, per un attimo nell'anno e solo là, può accadere.
E' la malinconia meteorologica che si sposa bene con quella interna, con quel senso di solitudine che ti da certe volte la vita effimera, l'essere senza progetti, senza una meta da raggiungere. Quando ti rendi conto di avere tutto e che quel tutto non è niente, che è effimero pure il "tutto" che ora possiedi, perché poi arriva l'autunno e cadranno le foglie e il ciclo ricomincia.

E poi, ci sono le poesie, le canzoni che sono state scritte sull'autunno.



martedì 27 ottobre 2009

Dell'elettronica e delle scienze esatte



F: Pronto C.? AAAARGH mi regali un corno rosso con gobbetto associato? forse anche un po' di acqua di lourdes...

C.:Che succede?

F.:Domenica ho lavorato tutto il giorno ma proprio tutto. Alle 18:45 mi chiama un'amica e mi dice "ma dovrai pur mangiare... vieni qui!"

Dico "sì va bene" chiudo il computer e mi dico be' il backup lo faccio dopo cena ed esco... torno presto, accendo la macchinuccia infernale e il video non funziona più ... morto stecchito

C.:non hai un altro video?

F.: Sì uno vecchio decrepito, ma pare defunta la scheda video dato che la bestiola non parla neanche con altri video

C.:Cazzo

F.:Esatto... ma la sfiga non viene mai da sola... infatti mentre biastimo tra me e me, l'ovvia litania di "ma porco qui porco lì di sopra e di sto!!" decido di consolarmi con un po' di cura a me stessa, ho una geniale idea: mi faccio la tinta ai capelli. Parte l'operazione e faccio la tinta.

Ho l'impiastro i testa e dopo il dovuto tempo comincio a sciacquare il tutto nella doccia. Dopo poco mi rendo conto che il livello della melma che stavo producendo, invece di decrescere cresce... è tappato lo scarico.

C.: (ridacchia)

F.:Smetto prima che la melma strabordi. Finisco di sciacquare nel lavandino con rinnovato turpiloquio e insieme di bestemmie (almeno 5 capocciate sulla mensolina dello specchio con crollo di prodotti cosmetici ovunque e melma ovunque)

C.: (suoni soffocati di ridacchiamento)

F.:Capelli sciacquati prendo l'idraulico liquido che stura un po'. Asciugo e vado a letto a mezzanotte. La mattina: mi fiondo in ufficio all'alba io e il tecnico (che è bravissimo) partiamo di contorsioni informatico-fisiche per vedere se é proprio morta la scheda video... è morta

C.: machecazzo

F.: Già l'ho pensato e non l'ho detto... sai com'è ero in ufficio... be' allora parto alla ricerca di un mac di qualcuno per attaccarci il mio come slave e copiare il disco.

C.: Già che con il mac è facile copiare da una macchina all'altra... e poi da te in ufficio ci sono vari possessori di mac no?

F.: Assolutamente sì, peccato che lunedì avevano tutti (chi a ragione e chi meno) un'ansia infinita...

C.: Ma scusa anche l'amico tuo quello che ti sta più simpatico...?

F.: Gli ho chiesto aiuto .... Ma per carità che sta in mezzo ai casini ... ho sbagliato io a chiederglielo. Comunque dalle 8 che ero lì riuscendo rocambolescamente anche a lavorare un po', la salvezza giunge alle 15:30 da uno che non me lo aspettavo proprio... mi ha fatto proprio piacere va!

C.: Ma poi?

F.: Be' nel frattempo ho telefonato a vari rivenditori, anche di PC e alla fine trovo un negozio di Mac che ha un'offerta e al volo, aiutata da tutta la truppa dell'amministrazione in preda a crisi di efficienza, accatto un altro computer che mi hanno dato oggi.

C.: Gran culo direi!

F.: In effetti sì.

C.: Ma scusa allora perché sei tornata alle 10 a casa ieri?

F.: E' che avendo copiato il copiabile su di un disco formattato mac volevo stampare una relazione su cui avevo lavorato buona parte di domenica e dovevo consegnare di corsa. Così mi attacco ad un PC dotato di software apposito per leggere dischi mac e prego per lavorare....

C.: ....

F.: Col cavolo!! non lo vede, guarda te la faccio breve .... in sostanza alle 9 di sera vado a casa di P. e dal suo mac copio la roba su un disco formattato NTFS....

C.: (ride)

F.:' Tacci tua nun ride che è na traggedia!!!

(ride ancora di più)

F.: Va be' sono andata a casa e ho sturato la doccia... Oggi ho recuperato il mac nuovo e fatto una sagra dell'installazione....

C.: Va be' sei salva....

F.: Insomma, in realtà sono un po' preoccupata, perché vedi quando ho collegato i due mac lo schermo del mio si è riacceso...

C.: Ma non ci credo.....!!!

F.: Sì sì giuro, oh lo avevamo attaccato a qualsiasi cosa per vedere se funzionava.... comunque me lo sono riportato a casa e lì non funzionava di nuovo. Chiamo mio cognato che è un informatico vero, mica come me, è di quelli che sanno di hardware e di software, e gli chiedo lumi... dice "Farlocca l'elettronica è magia..." allora io domani vado in assistenza e gli chiedo se devo usare aglio e peperoncino, ali di pipistrello, code di lucertola o acqua di lourdes per far funzionare 'sto di coso....

C.: Mi fai sapere che dicono?

F.: Promesso, ti chiamo appena lo so.

sabato 24 ottobre 2009

SIMPLY RED ♫EV'RY TIME WE SAY GOODBYE

L'ho sentita e mi sono ricordata chi l'amava molto questa canzone... chissà se, dove sta, ancora la canta con la sua voce da mezzo soprano.... Aveva una bella voce, era svagata come pochi, ma era una strana forza della natura, dirompente e devastante, a volte, altre ancora era l'accoglienza fatta persona. Sapeva essere anche ben stronza, certe volte. Ma c'era amore in tutto quello che faceva. Ecco era così.

martedì 20 ottobre 2009

Faticosamente procedere


E' un po' che corro dietro a me stessa. Non con la solita modalità del frullatore, piuttosto direi con quella del trattore. Pot pot, il motore gira senza interruzione, pot pot pot aro campi e trasporto concime. Salgo per valli e fossi, mi arrampico qui, mi trascino dietro qualcosa lì. Fondamentalmente lavoro come una bestia meccanica senza soste. Trovo questo meglio del frullatore, in fondo così, almeno, non mi sento in balia degli eventi. Non mi sento trascinata via, anzi mi sento di essere io, in parte, motore della corrente. In questi giorni la testa funziona bene, la luce della stanza dell'anima è più forte, ci si vede meglio. Le atmosfere interiori più quiete, sorrido di più e sopratutto, ho trovato un paio di intorcinamenti matematico-cerebrali che mi appassionano. Be' non intendo illustrarli in dettaglio che se no anche i miei 4-5 lettori abituali non tornano più, però vorrei dire che sono begli intorcinamenti e li preferisco a quelli del cuore-anima-budella che ultimamente mi davano abbastanza fastidio. Però non riesco a fare a meno di lasciar emergere la mia anima nerd e andare di poetica matematica.

Esistono funzioni matematiche che mi sono simpatiche, una è il logaritmo. Già vedo la perplessità sorgere al fondo dell'occhio di chi legge, da un lato c'è chi non si ricorda assolutamente cosa sia un logaritmo, dall'altro chi se lo ricorda è veramente perplesso, cosa ha mai 'sta funzione di bello? simpatico poi.... Un attimo che spiego. Quando cominci a studiare matematica un po' seriamente, ti raccontano prima di tutto le cose più semplici, le proprietà di base delle funzioni, non so, come cresce o decresce il loro valore, se si comportano "bene" secondo un insieme di regole e così via. La funzione log(x) si comporta abbastanza bene, è regolare, un tipo tranquillo, senza salti o grilli per la testa. E' una funzione crescente di x, il che vuol dire che cresce x e cresce pure il valore di log, solo che, ecco, il log(x) è una delle funzioni che crescono più lentamente tra quelle "regolari". Va piano, non si agita, non corre, ma costantemente, al crescere di x cresce, piano piano. Queste sue qualità di tranquillità e regolarità mi hanno sempre attratto. Nella mia testa poi si formano come sempre immagini e rappresentazioni umane dell'universo formale, in questo periodo cerco, immagino, una funzione che descriva me e il mio livello di equilibrio e saggezza al crescere di x=anni di età. Mi piacerebbe tanto che fosse almeno Farlocca(x)=log(x).

sabato 17 ottobre 2009

Domande


presa da qui

Stamattina, caffè alla mano, sfogliavo i giornali via web e mi sono imbattuta in questa segnalazione. L'idea è venuta ad un gruppo di "creativi" multimediali con studi a New York e San Francisco: andare in giro telecamera muniti e porre la stessa domanda a coloro che incontri filmando la risposta.

La domanda è semplice Dove ti vorresti svegliare domattina? Io ci ho pensato e magari poi ve lo dico pure....