domenica 15 febbraio 2009

Punti di vista


La vita da numero dispari (dal titolo di questo blog) ha molti pregi, non devi render conto a nessuno dei tuoi spostamenti, decidi all'impronta quel che vuoi fare, puoi vivere alla giornata. Nessuno ti ammorba per ore con dettagli dettagliatissimi su guai (o presunti tali) capitati in corso di giornata, non sei costretta a contenere crisi di ipocondria generate da un raffreddore o da un'unghia incarnita, a bandire cibi da te amati da casa perché ad altri fanno schifo. Esci quando vuoi, accendi la luce e leggi in caso d'insonnia, anzi se proprio non riesci a dormire prendi e vai a far due passi, e la lista è lunga... insomma la libertà dell'essere da soli ripaga del disagio che sei anche da sola a dover far tutto (rompendo l'anima agli amici per i lavori pesanti).
Non tutti però la pensano così, alcuni ti immaginano sola la sera, magari davanti al televisore a guardare qualche orrido scemeggiato (non è un errore di battitura) o a leggere poesie d'amore sospirando. Ovviamente chi la vede così sono certi amici felicemente coniugati-accoppiati-innamorati. Questi si prodigano per alleviare le tue presunte sofferenze. "Tesoro, ormai non sei più nel primo fiore" esordiscono, un po' maleducati e prodighi di consigli, "dovresti impegnarti a trovare qualcuno, qualcuno per costruire qualcosa, per non star lì sola. Devi pensare al futuro, il tempo passa ...". E via su questa linea enunciando gli immensi pregi di un rapporto stabile-duraturo-confortante seguito da lista dei tuoi indubbi pregi e di come tu debba valorizzarli. Io resto perplessa, annuisco, provo ad infilare qualche parola in queste apologie del matrimonio-unione-di-fatto, di solito non ci riesco. Ora questi adorabili ben intenzionati, un discorso del genere non dovrebbero farlo a me, che sono ormai ben lontana anche dal secondo fiore, che ho già "costruito" due convivenze (l'ultima chiusa un anno fa... datemi tempo) raccattando i relativi cocci, e che "lì da sola" a sospirare ci sto solo quando mi viene il mal di pancia. Però loro, che la sera si rintanano in casa a guardare scemeggiati, a farsi coccole sul divano e a cenare con due-cosette-veloci-che-siamo-stanchi, sono così felici di questo che non sopportano l'idea di te da sola. La tua solitudine gli duole, ci proiettano sopra qualcosa che a loro fa paura, qualcosa che proprio non riescono ad accettare. Questi amici, non sono tra coloro che frequento regolarmente, i "regolari" non mi immaginerebbero mai sola a sospirare malata di solitudine, chi mi conosce bene, mi vede piuttosto pronta a staccare il telefono per non avere rotture di palle che sospirante. Comunque, gli altri, i ben intenzionati, magari colleghi affettuosi o vecchie conoscenze ormai un po' distanti, non sono pericolosi finché si limitano alle parole, la cosa non è grave, magari risibile, ma non pericolosa. Il problema sorge quando decidono di passare all'azione. "Tesoro, vieni a cena da noi stasera?" e ti fanno l'agguato.
A cena c'è il caro-amico-cognato-collega che loro sono sicuri vada bene per te. Quindi ha tra i 5 e i 10 anni più di te (e fin qui ci siamo) ha pertanto una vita alle spalle, magari un tot di ex-mogli e figli e animali domestici, tutti problematici. E' provato dalla vita, lui sì che sospira perché solo, non cura il fisico (e con 5-10 anni più di me se non ti curi sei un rottame), vede molta televisione, adora il calcio, legge poco, se usa il computer per qualcosa di più che le email grasso che cola, se non ha la forfora sulle spalle è un miracolo. Loro lo definiscono "uomo tranquillo e per bene", io un "disperato."
Le serate così hanno dei punti fissi, il tempo scorre tra le lamentele sui congiunti problematici, le battute un po' in stile pierino-bombolo-cinema di serie B anni 70, il cibo fa schifo, oppure si sono scordati che io ho un'intolleranza alimentare e certe cose proprio non posso mangiarle, pena mal di pancia grave (che poi sì che sospiro), per cui resto anche sostanzialmente digiuna. Sono stranamente silenziosa, non ho argomenti, non vedo quasi la televisione, di calcio non mi occupo, lo sport lo pratico non a voce ed ho un'insana passione, professionale e non, per i computer. Di che parlo con il povero solitario-con-forfora? Rifletto tra me e me. Non riesco ad essere abbastanza scostante, un pat-pat, sulla spalla potrebbe scapparmi e poi quello magari, pensa che sono interessata, meglio il silenzio. Però non riesco a smettere di chiedermi: questi ben intenzionati mi hanno preso per un'opera assistenziale, per una sorta di salvatrice del povero-uomo-solo-e-derelitto? mi rispondo: credo di sì. Oppure, mi interrogo, pensano che sono così un cesso in tutti i sensi, da dovermi accontentare del primo gatto bagnato che incontro per strada? No, sono io che fraintendo. Ho, infatti, chiesto lumi dopo una serata di queste (rare, mi ci fregano raramente) e mi è stato spiegato che, anche se non conoscono personalmente l'eventuale amante che ha condiviso la mia strada per un po' o i miei corteggiatori e quindi non hanno elementi diretti su di essi, loro sanno che per metter su qualcosa di serio, non vanno bene quei bizzarri, sconclusionati, inaffidabili, contorti soggetti che mi trovo da sola. Ci vuole un uomo solido, di buoni sentimenti, e pace se da guardare non è un granché e tu non sai che dirgli, dovresti comunque dargli una possibilità.... e pensare che io, i miei bizzarri sconclusionati, inaffidabili e sì, anche un po' contorti, corteggiatori (o amanti o amici che siano), li trovo carini, divertenti, stimolanti, persino intelligenti. Oltretutto, dato che, comunque, in casa non mi prenderei nessuno nemmeno a pensione, mi piacciono così. Eh, sì è un problema di punti di vista.

15 commenti:

Il fisico ha detto...

Eh, l'impresentabilita' sociale (di alcuni organismi bipedi in particolare) e' una cosa studiata e ristudiata...... E per questo hanno inventato l' IQ ! Che non e' l'Intelligence Quotient ma l'Impresentability Quotient. E come tutte le cose misurabili anche l'IQ ha la sua unita' di misura: il decibrut. Direi che forfora+calcio+televisione fanno gia' un fuori scala pauroso. Che dire? Aggiungiamoci la playstation, ciabbatte (si, con due b, come si dice a Roma) e la tuta da ginnastica, no?

farlocca farlocchissima ha detto...

il guaio del IQ, come messo in luce da sneaur in un suo recente articolo su Psicometrika, è che è basato su di una scala relativa, ovvero ciò che per me ha un IQ troppo basso, per altri è la perfezione. la mia proposta è di confrontare le scale di ciascuno prima di invitare a cena l'amico-collega-cognato e me.

gillipixel ha detto...

scusa se mi intrometto, Farly, anche se forse stavolta non è argomento per gillipixi campagnoli o simili bestiolini orseggianti e solitari :-) la cosa che mi sento di dire è che non c'è niente di peggio che pretendere di pianificare ed organizzare i sentimenti...ed inoltre, aggiungo che ognuno ha il sacrosanto diritto di continuare a sognare che in qualche angolo del mondo ci sia un essere stupendo in attesa di noi :-)

farlocca farlocchissima ha detto...

:-) be' io non sogno l'essere-stupendo-principe-azzurro, non sogno proprio nessuno, quel che chiedo è che non si mettano a sognare gli altri per me ;-)

gillipixel ha detto...

ehehhee...anche quello è diritto sacrosanto, in effetti :-)
mideve dice infatti blogspot, in una sintesi di "me lo si deve" :-)

Anonimo ha detto...

"presentazione di persone interessanti" = "leggi questo libro, vedi questo film". ovvero: toppato il primo, capisco che sul tema siamo lontanissimi e anche se mi conosci da un sacco di tempo e mi vuoi tanto bene, non mi ci freghi più!
poi volti l'angolo ed uno stupore casuale ti sorprende...
xxx a.

farlocca farlocchissima ha detto...

già continuiamo a girare angoli, a stupirci un po' e ad evitare caterpillar di conseguenza :-D

Valentina ha detto...

Bello poter immaginare di girare l'angolo e lasciarsi travolgere dagli eventi: una partenza improvvisa, due nuovi occhi in cui perdersi, nuovi interessi..
Stiamo attente però, noi dispari a volte tendiamo a essere un po' troppo egoiste.. mai staccare il telefono , bisogna dire "SI" alle occasioni (come in "yes-man":-) ), e anche alle rotture di scatole (a volte).

farlocca farlocchissima ha detto...

cara valentina, il telefono è stato sempre attaccato per la maggior parte della mia vita, adesso posso permettermi di staccarlo è una grande libertà :-) uno dei pregi della "mezza età", lasciarsi cercare invece di cercare, allora stranamente, la strada si riempie di angoli da girare ...

Anonimo ha detto...

Scusate se mi intrometto ma nel corso della mia vita ho sempre avuto più difficoltà a pronunciare dei NO decisi piuttosto che dei SI titubanti. Eppure una delle tappe più importanti della crescita e dell'autonomia sia la scoperta, da piccolissimi, del "potere del no". Credo che ad una certa età (non mezza ma certa inteso come sicura :-)) ci si possa ritenere in grado di riconquistare il "potere del no", non come potere nei confronti degli altri, ma come affemazione di se stessi ... Affermarsi con i no: sembra quasi il titolo di un film ...
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farlocca farlocchissima ha detto...

concordo con anonimo il potere del no è straordinario. sto imparando ora a dire di no ed è cosa molto più difficile che dire di sì, almeno per me.... :-)

Valentina ha detto...

Rispondo ad anonimo:

No no.. bisogna dire si.. :-)
I no sono senz'altro una componente essenziale del processo di crescita.. io lavoro con i giovani e l'obiettivo principale è insegnargli a dire "no" ..

MA arriva un punto in cui, ritengo, ascoltare/mettersi in gioco/ cambiarsi sia più importante che "affermare se stessi".
Perchè la verità e che:
1) non c'è niente da affermare: le nostre idee, le nostre ragioni, NOI cambiamo ogni secondo.
2) per conoscere e migliorarsi occorre essere disponibili a fare nuove esperienze, ad ascoltare.

farlocca farlocchissima ha detto...

il dire no, appropriatamente, non esclude quanto dici tu. a volte siamo portati a dire sì senza tener conto di noi stessi, annullando la nostra presenza alla fine dei giochi. questo ti impedisce di evolvere tanto quanto dire troppi no. in fondo si tratta di capire la "qualità" dei sì e dei no, un uso indiscriminato dell'uno e dell'altro è comunque un impedire alle cose di fluire dentro di noi... ehm mi sta venendo fuori una predica... mi fermo :-)

Anonimo ha detto...

1)Ma quanti fiori sono previsti nella vita di un individuo? Così mi faccio due conti anche per me.
2) SONO GELOSI. Ma allora cazzo! si può vivere anche da "soli" e com'è che non ci abbiamo pensato?
3) No, non è possibile, trasciniamo la nostra amata nel girone infernale della vita "normale".
PS: ci potrebbero anche riuscire a trascinarti ma che almeno cucinassero meglio! E che è! :-)

farlocca farlocchissima ha detto...

in effetti se il cibo fosse migliore ci potrei fare un pensiero alla normalità... ma poi cos'è normale? cos'è regolare in un mondo come il nostro?... boh ormai non lo so più :-)