giovedì 9 ottobre 2008

Mare


Camminare sul bagnasciuga, sentire la sabbia sotto le scarpe, fa freddo e c'è vento. La tempesta aleggia ancora, forse ricomincia a piovere. Cammino su questa spiaggia pensando e ricordando.
Qui ho camminato con mia madre, ho passato in estate e in inverno lunghe ore con lei a non far nulla, spesso in silenzio, molto spesso a ridere e a parlare della vita e di ciò che la rende vivibile.
Mia madre diceva di essere nata in una commedia e una volta, mentre io adolescente piangevo su non so più quale tragedia adolescenziale, mi disse evidenziando l'assurdo nella mia situazione, "Vedi io sono nata in una commedia e tu sei figlia mia". Questa frase è stata l'eredità più importante che mi abbia lasciato. Era vero che lei era nata in una commedia, era vero perchè sempre e comunque ad un certo punto si distaccava da quanto stava accadendo e ne vedeva il ridicolo, l'aspetto umoristico, il paradosso. E così, magari soffiandosi il naso sul dispiacere corrente, le veniva da ridire.
Come ogni essere umano, poi, aveva la sua bella vagonata di difetti, non la farei santa manco tra due secoli. Però era una delle persone più divertenti, generose e accoglienti che abbia mai conosciuto. Accoglieva tutti, dal gattino bagnato, al disgraziato nei guai di turno, li curava, li rimetteva in piedi e poi li collocava altrove, perchè alla fin fine a lei piaceva molto stare per i fatti suoi. Per le donne della sua generazione non era cosa ovvia l'indipendenza. Anche se te la potevi permettere da un punto di vista economico vivevi continuamente un contrasto tra l'immagine femminile fornita dalla cultura dominante e il tuo sentire. Mia madre non era una donna razionale, era puro istinto, quindi ha sempre vissuto seguendo il suo sentire e pagandone il prezzo: la solitudine. O meglio nessuna amicizia se non con persone molto più giovani di lei e per forza di cose molto distanti da lei. Una solitudine dell'anima più che materiale. Mi ci è voluto molto a capire questo suo tratto, per noi, per la mia generazione e le successive, essere indipendenti, autosufficienti e quindi libere, è un valore. Quindi non capivo bene la sua passione per i luoghi isolati, per il mare meglio se d'inverno, mi spaventava saperla sola lontana da tutto e da tutti. Poi ho capito, così oggi cammino sulla sabbia la ricordo, la ripenso in questo luogo dove lei prese una casa isolata da tutto, questo luogo che scelse per celebrare la sua solitudine e la sua pace. Se ne andò sette anni fa, in agosto, all'improvviso, andò via come era vissuta: a modo suo.

Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare
mi porto un po’ della tua ghiaia
un po’ della tua luce
e della tua infelicità.
Ci hai saputo dir molte cose
sul tuo destino di mare
eccoci con un po’ più di speranza
eccoci con un po’ più di saggezza
e ce ne andiamo come siamo venuti,
arrivederci fratello mare.

(Fratello mare di Nazim Hikmet)

6 commenti:

Anonimo ha detto...

è stupendo

Anonimo ha detto...

mare-mamma. solitari ed accoglienti. risuona nell'anima...
a.

smithcyberpunk ha detto...

^-^ una parte della tua mamma rivive in te, perchè anche tu hai il "difetto" di accogliere e aiutare tutti e anche tu sei una donna indipendente prima di tutto dagli schemi culturali dei quali prendi solo ciò che è buono e metti in discussione ciò che è pensato solo per controllare la mente e i desideri. Per quanto riguarda la solitudine io la capisco bene la tua mamma. Lei non era davvero sola quando non aveva gente intorno. Lei era con se stessa. A molte persone, anche a me, piace stare qualche volta in un posto poetico o emozionante come il mare in autunno, con vento fresco sul viso e quel profumo di immenso sconfinato spazio luminoso. Si profumo di immenso, si sente solo quando lo sguardo non sbatte contro nulla di artificiale (come una sfera di pietra). Quando io ti leggo sento quel profumo. Sei la ragazza più poetica e profonda che conosca.

farlocca farlocchissima ha detto...

caro cyberpunk, sei sempre un romantico :-)
sopratutto grazie per pensare a me come ad una "ragazza" :-)

jonak ha detto...

metabolismo ancora
nell'aria
nel mare
nei nostri numeri
nelle nostre parole scritte
nei nostri passi
che come se fosse Antani
scuotono la biosfera
producendo suoni
spesso meravigliosi
spesso soli
qui
ora
vivi
li
no
qui
bz bz
frrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr

Ten. Koinsky

farlocca farlocchissima ha detto...

@jonak: ecco adesso passerò la notte a chiedermi se mi stai prendendo per il culo.... :-) sempre amato le storie di pratt ;-)