giovedì 4 dicembre 2008

Approdo


Foto di Sandro B.

Oggi è un po' che guardo questa foto di Sandro. L'acquedotto romano sovrasta i binari, è lì da più di 2000 anni, sta ancora in piedi, chissà come e chissà perchè. Immenso, impassibile, mi permette di vedere il contrasto tra la fuga dei binari, il moto ossessivo di un treno immaginato e l'immane tranquillità di ciò che è sopravvissuto alla propria funzione.
Salgo sul treno e vado, proseguo cercando una destinazione, un luogo di pausa, di arresto. Salgo sul treno che immagino passare, viaggio verso il non-luogo che da tempo cerco, quello in cui approdare, in cui sedere quieti. Viaggio verso quel luogo, ogni tanto lo incontro. Dopo un po' si sposta, si trasforma, va altrove. Allora bisogna risalire sul treno, salutare di nuovo l'acquedotto e ripartire.
Felice l’uomo che ha raggiunto il porto,
Che lascia dietro di sè mari e tempeste,
I cui sogni sono morti o mai nati,
E siede a bere all’osteria di Brema,
Presso al camino, ed ha buona pace.
Felice l’uomo come una fiamma spenta,
Felice l’uomo come sabbia d’estuario,
Che ha deposto il carico e si è tersa la fronte,
E riposa al margine del cammino.
Non teme né spera né aspetta,
Ma guarda fisso il sole che tramonta.

(Primo Levi, L'approdo)

14 commenti:

Stefi ha detto...

mi piace questo gioco con la foto ed i pensieri!
e mi è venuta in mente una poesia di Machado che racchiude infinite sensazioni:

Tu che sei in viaggio,
sono le tue orme
la strada, nient’altro;

Tu che sei in viaggio,
non sei su una strada,
la strada la fai tu andando.

Mentre vai si fa la strada
e girandoti indietro
vedrai il sentiero che mai
più calpesterai.

Tu che sei in viaggio,
non hai una strada,
ma solo scie nel mare.

farlocca farlocchissima ha detto...

grazie stefi, la poesia è bellissima e non la conoscevo, prima o poi la uso ... :-)

gillipixel ha detto...

Dalla foto, al commento, alla poesia...tutto fantastico!!! :-) non c'è stasi nè requie all'errare umano, purtroppo e per fortuna, condanna ed estasi...quel che desideriamo ci piace perchè non lo possiamo avere ora...quel che abbiamo ci viene a noia per eccessiva familiarità...chi ci capisce è bravo, ma forse "non c'è niente da capire"...mentre "tra bufalo e locomotiva, la differenza salta all'occhio, la locomotiva ha la strada segnata, il bufalo può scartare di lato, e cadere"... :-) chiedo scusa, ho appena fatto un salto al cineclub di Campo dei Fiori :-))))))))))

farlocca farlocchissima ha detto...

gilli: il tuo uso di sostanze stupefacenti è qui sospettato da molto tempo.... il bufalo in realtà tende ad andare diritto quasi come una locomotiva, scarta sì ma non vede i precipizi :-)
secondo me le cose non ci vengono a noia, siamo noi che cambiamo, mutiamo e ciò che è meraviglioso oggi diventa superfluo domani, pensa che palle a essere sempre uguali...

farlocca farlocchissima ha detto...

ps: usi sostanze stupefacenti ascoltando de gregori?

gillipixel ha detto...

sì, mi fumo direttamente i dischi in vinile: Titanic, Rimmel... :-) ehehehheeh...no è che in ufficio c'era una minifestina e avevo bevuto un goccetto :-)
mmmhhh...l'immagine del bufalo e del precipizio deriva dal video della canzone "One" degli U2, o sbaglio? Boh, ho qualche rimasuglio di memoria in tal senso :-) Canzone bellissima, detto per inciso...
Alla fine sì, immergersi nel flusso è l'unica cosa da farsi...io però "sono abitudinario, guardo la targhetta dentro all'ascensore, qual è la capienza, quanti chili porta poi si apre la porta e non ci penso più" :-)...azzecca la citazione, Farly :-)

farlocca farlocchissima ha detto...

elio e le storie tese,... ma ho usato google ;-)

smithcyberpunk ha detto...

^-^ bella la foto.
Belle le tue parole.
Non mi piace quella poesia depressa.
Ne butto giù al volo una io:

Naaaaa....
felice è chi sa ardere di fiamme viola,
come sinuose stringhe incandescenti che avvolgono un'anima in fiamme, si dipanano come fruste oltre il confine del corpo in prestito,
felice è chi è il prorpio oceano e la proria tempesta, a vive di tormenti,
i cui sogni sono irragiungibili e per questo lo spingono oltre,
fino a voler volare verso la luna con ali scolpite in cristalli di ghiaccio
felice è l'uomo che guardando granelli di sabbia ci vede la figura di una Dea (una i-Dea) da modellare.
E poi lascia che il sole la secchi e la spacchi. E' vivo chi non impedisce al vento farla svanire rapendone i granelli in lunghi capelli di sabbia che si disperdono come sciami.

farlocca farlocchissima ha detto...

va be' cyberpunk, la tua visione non la condivido, la poesia di primo levi non è depressa, è pacifica, è quieta, la tua è veloce, forte, colorata... è bella pure la tua :-)

gillipixel ha detto...

eh, ma così non vale :-)...ormai abbiamo google innestato in noi come protesi del nostro pensiero...a volte mi fermano per strada per chiedere un'indicazione e come primo istinto mi scappa di andare su google, solo dopo pochi istanti mi ricordo che ho ancora uno straccio di mente :-) ai tempi del cineclub te lo scordavi: se non sapevi la filmografia di bergman a menadito eri out :-))

farlocca farlocchissima ha detto...

infatti ai tempi dei cineclub facevo frequenti figure di merda :-) ora ho l'aiuto di google per tutto quello che la mia banca dati con poca memoria libera si rifiuta di memorizzare .... però il gps per perdermi mi rifiuto di farmelo, continua a preferire il fare amicizia nei bar dei paesi per trovare le strade ...

gillipixel ha detto...

già...c'è da dire infatti che la tecnologia condiziona molto i rapporti umani, sia in senso positivo, sia in senso negativo...bisogna avere l'accortezza di saper fare di volta in volta una media dei vantaggi che se ne possono trarre...va un po' tutto sperimentato...il gps non lo troverai mai ubriaco, ma nemmeno tanto gioviale :-)

farlocca farlocchissima ha detto...

e sopratutto non ti ci puoi incazzare quando sbaglia... ;-)

gillipixel ha detto...

beh, per quello puoi sempre metterlo sotto le ruote e passarci sopra in prima e poi anche in retromarcia :-)
cosa che non puoi fare con l'avventore del bar :-)