venerdì 26 dicembre 2008

Natale e dintorni


Foto presa da qui

-Pronto, PRONTO!!
-Sì zia eccomi che c'è?
-VIENI VIENI CHE NON CE LA FACCIO PIUUUUU'!!! MI SUICIDO!!!
-Sì zia arrivo ma che c'è? oggi alle 5 c'è la festa di natale (organizzata da lei) veniamo tutti...
-AAAAAH MA IO NON-CE-LA-FACCIO .... AAAAH
-Arrivo!
mollo tutto incluso amico mooolto interessante e parto alla volta della zia fendendo il traffico natalizio, 30 minuti di scooter per 2km ... sono le 4pm, suono al citofono:
-
Mi apri...?
click
-Bene, grazie che sei qui. Ci sediamo in salotto che ti offro qualcosa?
mortacci tua, penso, volevi solo compagnia... sto lì, lei si agita, poi si tranquillizza poi si riagita, poi si ritranquillizza, mi produco in numeri degni del miglior cabaret italiano, lei un po' ridacchia, un po' dice cose da malato psichiatrico, un po' dice cose da quella grandissima figlia di mignotta (pace a nonna) che è
-Sai ho pensato che voglio farmi interdire...
-Scusa zi' e mo perché questa?
-Beh, così fanno tutto gli altri...
-No zi' mi dispiace ti devi rincoglionire ancora un bel po' per essere interdetta
Ridacchia la figlia-di-mignotta (sempre pace a nonna).
Alle 5pm cominciano ad arrivare tutti, ma proprio tutti, nessuno la abbandona alle "sante ricorrenze", tutti lì a farle festa, a chiacchierare, a darle attenzione. Così la temutissima festa quasi-natalizia va serena, i bambini, usualmente teppisti si comportano bene, le cugine arrivano anche se in ritardo, la (santa) filippina che l'aiuta sorride e tutto, magicamente, è al suo posto.
Il pomeriggio volge al termine, è quasi ora di cena, molti vanno via e restiamo in pochi, mio padre, la sua pazientissima compagna, mio fratello più piccolo, le due cugine più giovani, si ride, si scherza, anche lei. Poi si mette in poltrona, noi siamo distratti dalle chiacchiere...

-
BAAAASTA!!!! NON CE LA FACCIO PIUUUU'!!! IO MI SUICIDO....NON VOGLIO PIU' VIVERE
attimo di silenzio, poi mio padre, serissimo:
-
Beh, che tu voglia suicidarti, che tu ti sia stancata di vivere, può anche essere legittimo... quello che non capisco è perché devi rompere i coglioni a noi con questa storia...
zia guarda lui, guarda me...
-Sai papà credo voglia esser sicura che se non la sentiamo per qualche ora (chiama anche 20 volte al giorno) veniamo a controllare e togliamo il cadavere prima che puzzi.
-
CAPITO!! (sottolinea lei)
-uhm che dici zi' se invece di suicidarci ci mettiamo la camicia da notte e andiamo a dormire?
-(serena) sì certo, vado in bagno buona notte e buon natale

tutti si baciano e si salutano, la festa è finita, Buon Natale.

9 commenti:

gillipixel ha detto...

ehehehehehehehhe :-) che delizia di racconto Farlocchesco :-) Molto carino...mi ha ricordato un passo di "Piccolo grande uomo", quando il nonno Sioux, un po' suonatino, ad un certo punto dice: "Oggi è un bel giorno per morire", e si prende su e si allontana dal villaggio per andare a spirare in solitudine, alla maniera dei vecchi indiani...però poi mentre è lì intento nello "spiraggio", si mette a piovere, e così il nonno fa: "Va beh, niente, mi sa che morirò un'altra volta", e se ne torna al suo teepee :-)

farlocca farlocchissima ha detto...

e il nonno sioux aggiunge, sempre rivolto a dustin hoffman, "chissà cosa ha preparato per pranzo (segue nome di una delle mogli),..." :-)

qui di filmico c'è più qualcuno volò sul nido del cuculo o forse la famiglia adams... non so devo pensarci ;-)

gillipixel ha detto...

ehehhehhe :-) io ci ho trovato anche un po' qualcosa di un bergman, in versione gioviale però :-) direi un bergman dopo una congrua bevuta di spumante :-)
e pure un tocco di dickens, se dickens fosse nato a Roma :-)

farlocca farlocchissima ha detto...

mi piace bergman 'mbriaco... introspezione alcolica, molto molto diffusa :-) però, andando più a sud, c'è forse un tocco di almodovar, regista-narratore che ritrovo spessissimo nelle mie vicende personali dotate di frequente di un elevato grado di improbabilità ...

gillipixel ha detto...

almodovar è strano forte, vero...
allora io aggiungerei anche un po' di palahniuk e tarantino, ma sempre in versione mitigata, senza l'aspetto truce, e molto più casalinga e familiare :-)

farlocca farlocchissima ha detto...

la verità è che poi questa è realtà e non finzione... così per vivere bene in contesti assurdi è necessario riconoscerne lo "splendore" comico :-)

gillipixel ha detto...

vero, Farly...molto spesso occorre essere molto duttili di spirito, per poter affrontare le paradossalità della vita...l'ironia è una grande spalla, ci dà un utile sostegno in tante circostanze...ci aiuta anche a saper prevenire le stranezze dove altri magari si lasciano cogliere dal disorientamento...così, niente...a rileggerti presto...
ciao :-)

gillipixel ha detto...

ehehehe..chiedo venia Farly se approfitto ancora di "casa tua" :-) ma questa cosa delle paroline di blogspot mi sta dando alla testa :-) sono come le cigliege, una tira l'altra...ne volevo provare ancora una e poi basta, giuro :-) stavolta mi è toccata una roba in pseudo-bolognese, il bullaccio che furoreggia per le strade di quartiere: "buladz" :-)))

farlocca farlocchissima ha detto...

be' sono bellissime le paroline di blogger, mo ci invito pure la zia va... tanto qui nessuno si stupisce :-)