martedì 25 novembre 2008

Alberi


I tronchi dei vecchi alberi mi hanno sempre affascinato, i nodi della corteccia, gli anfratti tra le radici, catturano regolarmente la mia attenzione. In realtà amo gli alberi in generale, ma più sono vecchi, antichi, più mi piacciono. Da ragazzina avevo un rifugio estivo speciale, una magnolia secolare, enorme, con rami grandi quanto un letto. Salivo là e ci restavo per ore, magari con un libro, fu là sopra che lessi tutto il Barone Rampante di Calvino, sentendomi nel libro, immersa tra le pagine. Da adolescente, leggendo il Signore degli Anelli i mie preferiti erano gli Ent, sognavo la loro lentezza, la calma immensa che deriva dall'avere radici antiche, salde, l'esatto contrario di quello che ero (e un po' ancora sono) io. Gli alberi rappresentano ciò che non passa veloce, certo sono vulnerabili, ma un ulivo sarà, molto probabilmente, ancora là quando anche l'ultima memoria di me sarà scomparsa.

15 commenti:

gillipixel ha detto...

sono rassicuranti di per sè gli alberi...e gli "alberi nonno" lo sono ancora di più :-)...sono una presenza amica che potrebbe essere accolta con molta più considerazione nelle città, per renderle più a misura d'uomo...il Barone ramp è un libro che ho amato molto e immagino che emozione preziosa dev'esser stato leggerlo proprio su un albero-amico...quando ero piccolo c'era una boschetto di pioppi attorno a casa...una notte un temporale fece schiantare a terra un grande ramo...il pioppo spezzato di fresco presenta una sorta di tumefazione rossiccia...dovevamo essere dei bimbi strani, perchè ricordo che allestimmo una specie di piccolo funerale arboreo, e ricordo anche che la cosa mi colpì tanto, provai una tristezza intensa...decisamente non ero un bambino tanto a posto :-) per fortuna che poi crescendo...son peggiorato :-)))

farlocca farlocchissima ha detto...

dalle parti della grande magnolia c'era un immenso cedro del libano, difficile da scalare, ma là sotto ci stavo volentieri e, dato che pur e io non ero una bambina tanto a posto, ogni tanto lo abbracciavo. Ci volevano varie persone per circondarne il tronco però... comunque una mattina si scatenò un temporale estivo di quelli apocalittici e un fulmine colpì un ramo del cedro schiantandolo a terra. era enorme quel ramo e dopo la pioggia scendemmo a guardarlo, io chiesi anche se si poteva riattaccare, ma mi dissero che ci avremmo cotto le braciole che così venivano belle profumate... quella volta non le mangiai le braciole... :-)

gillipixel ha detto...

ehehehehe...carina anche la tua avventura di bimba non tanto a posto :-)...e hai fatto bene a non mangiare le braciole :-)

farlocca farlocchissima ha detto...

be' un giorno ti racconto di quando mi hanno fatto mangiare il mio coniglio... cultura contadina :-)

gillipixel ha detto...

nooooooooooooo...anche a me è successo...il povero Jimmy :-(
...era un coniglietto bianchino al quale mi ero affezionato...e dire che già da allora cercavo di stare in guardia di fronte agli affetti cunicolari :-)...mi dicevo: no, no, loro sono bestioline che devono stare nel loro limite bestiolinico...ma il piccolo Jimmy mi fregò, era così tenero...forse perchè era bianchino di pelliccia e si faceva fatica ad immaginarlo come potenziale cacciatora...quando fece la fine di tutti gli altri, ci rimasi malissimo...ero in prima media e ci feci pure un tema e la prof. ne rimase colpita pure lei...ah, i bei tempi di un'infanzia non a posto :-)

Vanessa Valentine ha detto...

Le magnolie le trovo bellissime proprio perché sono sempre lucide e scure, invulnerabili...e quei fiori bianchi, sono davvero divini! Io con gli alberi ci parlo, da sempre (e a volte rispondono), perciò mi unisco alla squadra degli alternativi!

farlocca farlocchissima ha detto...

@vanessa: ben venuta nel club :-) con alberi e piante ci parlo anch'io dato che come adulta sono quasi meno a posto di quanto non lo fossi come bambina. qualcuna risponde felice, qualcun'altra meno, ma il dialogo è ampio e democratico.
@gilli: mio caro che infami gli adulti a volte, il mio era bianco e nero di coniglio, lo avevo pure tenuto a casa perchè mi piaceva tanto, quando poi crebbe troppo torno nella conigliera e da lì... sigh... non ho mangiato coniglio per un pezzo :-)

gillipixel ha detto...

la voce degli alberi che più mi affascina è quella che emettono quando soffia un vento sostenuto, purchè non sia troppo violento...so che fa molto "Heidi e suo nonno" :-) ma la trovo una sensazione rassicurante...diciamo che ha una gradualità di pathos: un lieve sfrondeggiare regala un'emozione appena percettibile; un vento deciso dà un sentire pieno ed "adulto"; il vento forte fra i rami fa invece paura...
@-> Farly: poveri i nostri coniglietti :-(

farlocca farlocchissima ha detto...

chissà, in fondo finire la propria esistenza come nutrimento per altri non è un destino amaro. se il cannibalismo non fosse un tabù così forte potrei suggerire di mangiarmi alla mia morte... si sa, gallina vecchia fa buon brodo ;-)

sul vento e lo stormir di fronde potremmo aprire un dibattito poetico-epico-retorico... a me piace sempre il suono dei rami, parla di vita in movimento e se c'è tempesta è sempre vita, purché io non sia sotto a un albero mi piace.

gillipixel ha detto...

eheheheheh :-) in fondo, del cannibalismo, a stretto rigore filosofico, si potrebbe disquisire...credo tuttavia che numerose aporie insorgerebbero al momento di convincere la futura pietanza a lasciarsi mettere in pentola prima del suo spegnimento naturale :-)...
Vetusta pulastra bonus brodus facit...su questo concordo in pieno, lo dicevano anche i latini :-)))
Sullo stormire, sì...verissimo, è proprio uno di quei fenomeni naturali che sanno dire molte cose profonde...una situazione fra le tante, mi sovviene: lo stormire in una pineta marina, quando all'effetto sonoro e tattile del vento, si unisce anche la dimensione olfattiva delle resine...bellissimo... :-)

gillipixel ha detto...

aaaaaarrrrrgggggghhhhhh!!!...che errore madornale: il brodo andava con l'accusativo :-)

farlocca farlocchissima ha detto...

va be' 6-- in latino oggi... anzi ieri, tanto io non me lo ricordo mica più bene :-(

gillipixel ha detto...

anche io non mi ricordo molto, ma mi piaceva latino...non tanto grammatica e regole però, quelle le sapevo il giusto indispensabile...mi affascinava il lato indagatorio delle traduzione dal latino, cercare il senso delle frasi come un detective...minchia che adolescenza disastrata che ho avuto! :-)

Stefi ha detto...

entro in punta di piedi qui..
ti ho incontrata tempo fa, chissà come e chissà perché..ma mi piacciono questi incontri pseudo-casuali!
ed ora mi ritrovo in questi alberi..e, in un gioco con un'amica, abbiamo visto che ci si possono trovare anche strani folletti dentro! eheh

un sorriso!

Anonimo ha detto...

appena posso salgo su un albero. da piccola non l'ho potuto molto fare... ero "troppo carina per fare certe cose da maschio...". cosa dicevate a proposito di infanzia...?
io credo che gli umani molto, molto evoluti possano manifestarsi come alberi nelle vite successive e sono anche certa che ci possano essere strani folletti nelle cavità. buoni abbracci
a.